SILVANA PIRRELLO

Nelle opere di  Mara Isolani sarà opportuno cercare le radici della abilità e della perfezione delle linee e dei colori, nella tradizione artistica Veneta, alla quale l’ artista si ispira, infatti i ritmi delle sue creazioni, ordinati in successione, hanno una armonia che fa pensare a moduli architettonici, dai vuoti chiari o dorati dei suoi fiori, da me molto amati, all’ esplosione dei colori delle vecchie moto, soggetto ricorrente,  miscelati sapientemente in toni bruni, a volte rossicci, con  preferenza di toni caldi, ma sempre controllati e chiusi entro costruzioni ben precise e definite.

L’ arte di Mara Isolani esplora territori dove viene coltivata la ricerca materica  mediante una pittura che tende a fissare e sospendere sulla tela una serie di dati tangibili  con pennellate robuste e solide, a volte quasi in rilievo, a volte in campiture piatte.

Le moto da lei raffigurate sono inquietanti idoli di una civiltà di massa legata al passato, ma con uno sguardo al futuro, forse di ciò che diventeremo , legati al mondo dei motori e della tecnica, una rappresentazione concreta e riconoscibile dunque, ma con un significato più profondo, quasi occulto, legato alla fenomenologia dell’ oggetto.

Comunque sia, Mara Isolani riporta l’ arte ad uno schema tradizionale e comprensibile, con una operazione di design nostalgico, con citazioni iperrealistiche, che però in nessun caso prendono il sopravvento. Proprio in virtù di questa facile leggibilità “le macchine assumono una fissità codificata di feticci”.

Anche la rappresentazione dei fiori, apparentemente gentile, che dovrebbe mostrare la loro dolcezza ed il loro profumo, diventa un alibi per costruire un sistema complesso di immagini che suggeriscono i nostri legami primigeni con la vita, per farci ritrovare il senso sacrale del mondo e della natura, nel rinnovato stupore di chi riscopre le cose create, innalzandoci così verso una dimensione ultraterrena.

Sacralità della natura, quindi, sottolineata dai fondi oro, così come usavano, sia pur con altri soggetti, i maestri del gotico fiorito.

A volte invece nelle sue tele giganteggiano enormi volti di fanciulli scontrosi in primo piano con la stessa fissità degli altri soggetti, ma con una tematica più vicina al sentire umano, con una ricerca continua , sempre legata strettamente alla realtà, tanto da ricordare alcuni famosi fotografi giapponesi, contemporanei, veri maestri dei primi piani, o anche i grandi poster psichedelici di Michael English.

L’ arte oltre allo spazio della creazione oggi invita anche alla riflessione e la gente sembra più sensibile a questo proposito e se è vero che l’ arte interagisce con lo spettatore, le opere di Mara Isolani gli forniscono il mezzo per raggiungere la propria potenziale creatività, e quindi può ricreare l’ opera e interpretarla secondo il suo grado di conoscenza, sensibilità e consapevolezza. 

Da questa osmosi nasce ciò che Bonito Oliva chiama  “il momento vitale dell’ arte, nel senso di una trasmissione di energia, anche se antagonista, tra le due polarità che costituiscono il sistema dell’ arte”.

In tal modo l’ arte di Mara Isolani interagisce con lo spettatore, poichè essa mostra un suo mondo poliedrico dove fluiscono armoniosamente le “sue” immagini, quali esse siano, per cui ogni soggetto, ed ogni cosa, invece di esaurirsi nella ripetizione di se stessa, si realizza attraverso molteplici stratificazioni in senso freudiano.

Oserei dire che la pittura di Mara è profonda, discreta, non eclatante, ordinata, specchio fedele della sua creatrice.

Pittrice, scrittrice e critica d'arte

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